L'Arcano inesistente.

Tra i Trionfi c'è chi è Matto e non sa dove stare. C'è chi è Appeso e deve decidere. C'è chi "cerca l'Uomo" con le lampade ad olio e chi è Senza Nome e fa molta paura.
Poi c'è Naeratus: l'Arcano inesistente.

lunedì 8 novembre 2010

Pointe du Raz. Cabo da Roca.

Fammi tornare a Pointe du Raz ad abbevararmi di sogni...oppure fammi toccare di nuovo la croce di pietra al Cabo da Roca. Quando vedevo l'oceano infinito non esisteva il tempo - e lo spazio è un'illusione. Sai? Voglio la pace che ti sovrasta quando non ti accorgi delle ore: tutto è superfluo...e ti culla il silenzio.
E quando il sole si inabissa ti senti cadere, ti uccidi di vertigine, e sei tu - solo, con te stesso.
Fammi tornare a correre tra gli scogli così alti da toccare il cielo, umidi di sale e di pericolo. Lascia che mi spinga in controluce e che del mio corpo non possa esistere un'immagine. Tremerò dell'ululato del diavolo tra la spuma di sale e le gole. Scivolando mi strozzerò di affanno...e scoprirò che respiriamo ancora.
Aspetterò la notte che sembrerà giorno e riderò d'isteria, paga d'aver trovato il nulla al di là dell'oltre.
Questo è quel che cerco.
E non avrò bisogno di dar nome alle cose, perché allora nell'anima non esisterà un solo nome giusto.

giovedì 29 luglio 2010

Naeratus, le prese di coscienza e la felicità.

Tornata da una settimana e un giorno, ho la testa talmente confusa da non riuscire a realizzare cosa possa riservare adesso nei confronti di un altrove amato fino alla mitizzazione. Ho fatto bene a tornare ed ho fatto bene a viverlo con qualcuno che partisse già più ragionevole della sottoscritta. Non che ci vogliano tanti sforzi per esserlo... ho gustato un'atmosfera nuova e sono grata a chi ha voluto condividere con i criceti del mio cervello quelle giornate.
Adesso sono libera da un mondo che lascio al passato, e che sono stata felice di poter rivedere. Adesso ho finalmente capito, appurato, respirato che non può tornare nulla come prima. E che non vorrei mai che lo facesse. Prima di qualsiasi "prima", si intende. Vale per tutto.
La vita è una proiezione in avanti costellata di ricordi. Ma quel che si vive è il presente, e va gustato giorno dopo giorno, con i suoi alti e bassi, le sue opportunità e le sue delusioni, le aspettative e gli umori di ogni istante.
Vivere nel passato è un errore, come vivere per il futuro. L'oggi è quello che hai in mano, per quanto ti scivoli addosso momento dopo momento, non devi barattarlo per null'altro. Il resto è importante, è fondamentale. Ma non è quello che puoi far fruttare.

I sentimenti poi, sono altra cosa. Ma vivono anche loro del tempo e nel tempo.
E' bello stare insieme...Ogni volta che ci troviamo me ne fa convincere sempre di più. Tornare a casa assonnata ma col sorriso sulle labbra è la gioia più incontenibile per il mio modo di essere.

Ogni anno poi è la stessa storia e ogni anno mi sciolgo di una dolcezza infinita quando lo rivedo. Sto bene nel sapere che non è cosa mia. Lo so che è incomprensibile ai più: se dovessi spiegare l'affetto che mi ci lega, sarebbe senza dubbio equivocato. Non che mi importi...per me questo resta, e questo mi piace. Adoro avere una musa inconscia ed incosciente a cui rivolgere il pensiero.
E quando una musa ti fa ancora sorridere dopo tanti giri intorno al sole, e ami l'insieme e ami la compagnia...tutto è abbastanza ed in giusta misura.
Per di più, hai sempre qualcuno di cui puoi scrivere. E questo è meraviglioso.

martedì 13 luglio 2010

Coelum, non animum, mutant qui trans mare currunt.

Ritrovarmi, forse, non era che la più grande illusione.
Ritorno dalla Bretagna e di nuovo mi trovo in partenza. E' bello, come una droga.
Ho viaggiato 4000 chilometri, spostandomi in automobile. Due dimensioni.
Asse delle ascisse, asse delle ordinate. Ieri Alessio parlava giusto...Non hai un sopra ed un sotto in cui muoverti in automobile. Il tuo vincolo è la terra.
Io, vincolata a terra, penso più che in aria. In aria mi distraggo con le nuvole. A terra non puoi, giri la testa troppo in alto per vederle, e ti viene il torcicollo.
A terra scorre tutto come un film, il 3D funziona solo a metà.

A terra mi sono vista, e specchiata, e confusa nell'al di là dell'oceano. Io ero la striscia sabbiosa delle spiagge della marea. Agogna l'acqua. La ha. Le viene tolta. Non sa se è terra o se è mare, perché Dio...o la Natura...o chi per essi (che importa?) le ha dato la grazia di godere di tutto. Ma non avere niente per sempre.
Il viaggio ti dà. Il viaggio ti toglie. C'è sempre una partenza ed un ritorno. Quando torni hai visto, quando torni hai conosciuto. Non ci erano andati lontano i Greci con "Oida".
Quando torni, però, hai anche perduto.

Ho cercato di sopprimere l'angoscia con gli affreschi e con le croci.
Ero la sabbia del deserto dell'Arabia, o è sabbia l'anima in cui mi muovo.
Mi sono accorta fatta di carne sentendo le vene pulsare nel collo, scivolando ad un passo dal burrone di Cabo da Roca. Erano roboanti di saudade e di vita.
Ho leccato la neve il 20 di giugno e mi fa di nuovo male sognare un amore che muore.
Avevo lo sguardo pieno di domande sui menhir di Carnac.
Poi, mi hanno vista a Pointe du Raz toccare la luce gelida del sole delle 23, mentre piangevo sui cespugli di erica ispida e rosa, per la gioia di vedere un coniglio selvatico. Correva lungo il suo sentiero a strapiombo sull'Oceano. E non temeva il suo mondo.
L'ho scritto al piccolo Diego. Ha solo 5 mesi, ma i bambini capiscono prima di chiunque altro. Se tratterai con rispetto, nessuno vorrà farti paura.

E adesso? Chiudo il mio cerchio.
Vado a creare qualcosa di nuovo, il vecchio non ci deve interessare riaverlo indietro.
La vita, mentre è ricordo, cammina in proiezione. Amalgama passato e desiderio. Partorisce il presente.

Nondimeno, non ho mai amato le partenze.


Ti sradicano di volta in volta e ti limano come un sasso di fiume. Ti trascinano a riva e poi chissà dove.
Ma come un sasso di fiume si gode il suo viaggio, per metà già scritto, ma non per questo conosciuto, un sasso di fiume non deve ritornare a monte.
Questa è la sua condanna.
Forse questo è anche il suo piacere.



Coelum non animum mutant qui trans mare currunt.
...Il punto è che non puoi ritrovarti, perché non ti sei mai perso.

giovedì 24 giugno 2010

Naeratus, l'estate e la forma fisica.

Sarà il sole, sarà il profumo dell'estate che sembra finalmente arrivata, saranno i progetti che sto pianificando con allegria e senso di libertà...ma insomma, mi sento estremamente motivata.
A far cosa? Praticamente tutto.
Il fine settimana in Trentino Alto-Adige è stato rinvigorente, anche se abbiamo beccato pioggia e neve (esattamente. Neve il 20 di Giugno) ed ho sbagliato le riprese shootando in infrarosso tutto il tempo. Il motivo di tutto questo è ignoto. Ieri, riguardandole, ci sono rimasta un po' basita.
Però c'è dell'arte: sembrano fatte apposta al rotoscopio. Così, a chi mi chiederà perché facciano così schifo, risponderò con una qualsiasi menata cinefila e filmologica tipo "è un effetto costruito appositamente per spiazzare lo spettatore e renderlo partecipe della sensazione lisergica che caratterizza l'animo impressionato dall'imponenza del ghiacciaio e della roccia dolomitica...".
Tutte palle, però regge sempre.

Poi, punto due, in attesa di cose migliori per cui esaltarsi: mi è arrivato Oxygen! [N.d.R.: rivista statunitense di fitness femminile]
Ordinato qualcosa come 3 mesi fa via internet è giunto l'altro ieri nella cassetta della posta dall'Inghilterra.
Adoro quella rivista tanto quanto mia madre la odia.
La compravo sempre quando andavo in palestra a Tallinn (qualcosa tipo 2 ore al giorno tutti i giorni, visto che con -15°C fuori era l'unica attività che ci si può permettere di svolgere nel tempo libero, a meno di una certa dimestichezza con lo sci di fondo...).
Ovviamente, al mio ritorno, le suddette copie di Oxygen, trattate con tanto amore e cura nel loro appartamento di Kaupmehe sono misteriosamente scomparse e si teme il loro assassinio nei bidoni della raccolta differenziata della provincia di Massa-Carrara.

Adesso però verranno protette da lucchetto e saranno un valido aiuto per mantenere alto morale e grinta nei miei obiettivi ginnastico-salutistici.
Ho iniziato ieri la dieta - che consiste principalmente di mangiare con criterio ed evitare porcate per quanto possibile (magari uploaderò qualche ricetta su Gnammotattica! ), programmato l'allenamento e fissato a 17-18% la percentuale di grasso corporeo da raggiungere.
Mangiare sano, fare molto movimento, e perdere grasso - non necessariamente peso.
Non mi sembra un piano criminoso.
La mamma starà tranquilla...anche per stavolta non diventerò Miss Olympia.
Forse.

venerdì 18 giugno 2010

Naeratus, il viaggio e la testa perduta.

Sembra che Tallinn si avvicini davvero...Tarmo, dal visetto limpido e dal sorriso timido, ha confessato di essere subito corso a Google Translate leggendo le mie esclamazioni in italiano su Faccialibro. Da cui il suo invito estone con orde di barbari baltici all'adunata. Ed io che stento a rendermene pienamente conto...perché tutto questo è semplicemente fantastico!
Ora bisogna organizzare. L'aeroporto è distante da qui e mi servirà fare i salti mortali per riuscire ad acchiappare quel benedetto volo. Ma sono disposta anche a questo.

L'altro giorno scrivevo di aver dimenticato l'anima su una panchina di Kadriorg...mi è stato intimato dalla Nemesi di "smettere di fare la melensa". Gli posso anche dare ragione sull'eccesso del mio stato para-onirico alla sola idea del sole di mezzanotte...
Ma la mia testa, là, io l'ho persa veramente. E non ho la minima intenzione di recuperarla.



p.s.: Il blog sulle cibarie è attivo!
...risolto il problema con PCriot (fanchiurlizzandolo definitivamente) è stato spostato su http://gnammotattica.blogspot.com/

mercoledì 16 giugno 2010

Tornerò a respirarti perché non ti potrò mai riavere.

Sto impazzendo. Impazzendo totalmente. Ho trovato un volo (relativamente) economico per Tallinn, grazie a voci di corridoio ed al suggerimento di mio padre.
Voglio partire, voglio partire di nuovo. Voglio vedere la bella Vanallinn, perdermi tra i cigni di Kadriorg, ingolosirmi di Vana Tallinn, salutare gli amici ed i loro occhi azzurri come il cielo.
Voglio inforcare la bicicletta, scappare nella campagna estone piena di fiori e scoiattoli. I fiori, lilled...i fiordalisi e le rose. Mi accecavano nella neve. Lumi ja lilled.
Voglio ricordare quel sorriso dolce come il torrone alla nocciola e miele venduto per le strade fatte di ciottoli...e di ombre di tetti aguzzi.
Voglio vedere Saaremaa, perché non ne posso avere memoria. Non ancora. Non ci ho mai messo piede. E insieme a Saaremaa, Hiumaa, Ruhnu. Voglio splendere nel sole del Nord, che ti droga di luce anche a mezzanotte.
Voglio quei raggi, ancora. Ne ho bisogno.
Ti ho persa tra le mura, anima mia...Ti ho persa tra le mura e ti ho scompigliato i capelli su una panchina.

martedì 15 giugno 2010

Naeratus, le zanzare e le strategie fallite.

Ore 1:12 della notte. Il termometro alla finestra segna 22°C.
Naeratus si imbozzola in un insieme informe di pigiama, calzini, lenzuola e copertine a fiori rosa.
E' evidente che creare un ambiente climaticamente ostile all'unica zanzara che s'aggira minacciosa in camera sparando a palla il condizionatore non è stata una strategia vincente.
Ma nella vita, si sa...bisogna procedere a tentativi.
Questo, nella fattispecie, segnerà la mia morte per ipotermia.
La zanzara si godrà una granita al plasma.